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	<title>Il blog di Elena Ostanel</title>
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		<title>Il blog di Elena Ostanel</title>
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		<title>Atti di cittadinanza: dalle gru alle proteste di Bari</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 10:44:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elenaostanel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono momenti che segnano la storia di questo Paese (e di altri connessi) e noi ce ne accorgiamo poco. Dalle gru occupate in diverse città, alle proteste di ieri a Bari, tutto questo all’interno di una quadro che vede &#8230; <a href="http://elenaostanel.wordpress.com/2011/08/02/atti-ti-cittadinanza-dalle-gru-alle-proteste-di-bari/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=620&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Ci sono momenti che segnano la storia di questo Paese (e di altri connessi) e noi ce ne accorgiamo poco.</p>
<p style="text-align:justify;">Dalle <strong>gru</strong> occupate in diverse città, alle <strong>proteste di ieri a Bari</strong>, tutto questo all’interno di una quadro che vede le relazioni Nord-Sud e Sud-Nord modificarsi, non solamente per quanto è successo durante la primavera del mediterraneo, ma per quanto accade più silenziosamente (forse ancora troppo silenziosamente) nel quotidiano di Paesi del continente africano.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma torniamo a noi: cosa significano quelle persone sedute sulle gru? Cosa significano le proteste di ieri? Anche se non le accomuna il metodo, il filo conduttore è sempre lo stesso: l’accesso alla cittadinanza.</p>
<p style="text-align:justify;">Continuiamo a perpetuare una società con diversi accessi alla cittadinanza. E non parlo solo dei migranti, pensiamo ad esempio ai “precari” che “migrano” da una città all’altra, da un Pese all’altro, dovendo ogni giorni rinegoziare abitudini e relazioni nel tempo di un contratto (quando c’è). Pensiamo agli studenti fuori sede, ai pendolari: <em>city users</em> il cui diritto di città è spesso negato, dall’ uso degli spazi pubblici (le piazze) ai servizi (piste ciclabili, mobilità diffusa…) che faticano ad essere garantiti.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ci sono cittadini di serie A, e di serie B</strong>, anche indipendentemente dal colore della pelle (anche se chi non è bianco, diciamocelo, arriva pure in serie C).</p>
<p style="text-align:justify;">Le proteste di oggi mi ricordano che il modello di cittadinanza, non inclusivo, e le politiche “privatistiche” che troppo spesso si adottano per facilitare l’integrazione “di chi è diverso” (qualunque sia la sua diversità) sono entrambi modelli da modificare.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel momento in cui politiche ispirate all’ “approccio guidato dall’offerta” trattano i “pianificati” come clienti, la collettività diventa un insieme di consumatori individuali con i loro bisogni e preferenze private, con ovvie conseguenze sul processo “produzione di pubblico”. Nella pratica, politiche redistributive selettive, fondate sul principio del merito (il povero buono, l’indigeno meritevole…), continuano a produrre e riprodurre confini e barriere tra inclusi ed esclusi. E, allo stesso tempo, contribuiscono a definire una concezione della cittadinanza dove ciò che conta è la redistribuzione di “beni” e non di “poteri” in un’ottica per cui quello che conta è lo status e non l’azione, è la “domanda” e non “la voce”.</p>
<p style="text-align:justify;">Di chi è il “problema” dell’immigrazione? Credo fermamente sia un<strong>a risorsa collettiva, di tutti</strong>. È urgente riprendere in mano una discussione che soprattutto la classe politica tende a lasciare in ombra. L’immigrazione non si ferma e non è lecito farlo. <strong>Leggi per governarla meglio possono essere ideate, discusse</strong>: la ormai obsoleta (e ingiusta) legge Bossi-Fini deve essere assolutamente abolita, in cambio di norme che favoriscano la creazione di “cittadinanze” nuove, che diano alle nostre società la diversità di cui hanno bisogno per crescere ed innovarsi.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/elenaostanel.wordpress.com/620/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/elenaostanel.wordpress.com/620/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/elenaostanel.wordpress.com/620/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/elenaostanel.wordpress.com/620/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/elenaostanel.wordpress.com/620/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/elenaostanel.wordpress.com/620/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/elenaostanel.wordpress.com/620/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/elenaostanel.wordpress.com/620/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/elenaostanel.wordpress.com/620/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/elenaostanel.wordpress.com/620/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/elenaostanel.wordpress.com/620/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/elenaostanel.wordpress.com/620/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/elenaostanel.wordpress.com/620/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/elenaostanel.wordpress.com/620/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=620&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Rappresentare le migrazioni: un doppio evento della Cattedra Unesco SSIIM</title>
		<link>http://elenaostanel.wordpress.com/2011/05/22/rappresentare-le-migrazioni-un-doppio-evento-della-cattedra-unesco-ssiim/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 08:43:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elenaostanel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Come rappresentare le migrazioni? Facendo ricerca in questo ambito, sento spesso la necessità di andare oltre lo scritto e di raggiungere i non addetti ai lavori. Segnalo questo doppio evento della Cattedra Unesco SSIIM: due territori dell’immigrazione raccontati attraverso la &#8230; <a href="http://elenaostanel.wordpress.com/2011/05/22/rappresentare-le-migrazioni-un-doppio-evento-della-cattedra-unesco-ssiim/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=618&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Come rappresentare le migrazioni?</p>
<p style="text-align:justify;">Facendo ricerca in questo ambito, sento spesso la necessità di andare oltre lo scritto e di raggiungere i non addetti ai lavori.</p>
<p style="text-align:justify;">Segnalo questo doppio evento della Cattedra Unesco SSIIM: <strong>due territori dell’immigrazione raccontati attraverso la presentazione del volume a fumetti “Etenesh: l’odissea di una migrante” e la proiezione del film documentario “Soltanto il mare”</strong>. Martedì 24 Maggio ore 17, presso il giardino Ca&#8217; Tron, Santa Croce 1957, Venezia.</p>
<p style="text-align:justify;">http://www.facebook.com/event.php?eid=198663310176999&amp;ref=ts#!/event.php?eid=19866331017699</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/elenaostanel.wordpress.com/618/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/elenaostanel.wordpress.com/618/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/elenaostanel.wordpress.com/618/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/elenaostanel.wordpress.com/618/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/elenaostanel.wordpress.com/618/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/elenaostanel.wordpress.com/618/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/elenaostanel.wordpress.com/618/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/elenaostanel.wordpress.com/618/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/elenaostanel.wordpress.com/618/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/elenaostanel.wordpress.com/618/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/elenaostanel.wordpress.com/618/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/elenaostanel.wordpress.com/618/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/elenaostanel.wordpress.com/618/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/elenaostanel.wordpress.com/618/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=618&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Come votare al referendum per l&#8217;acqua: che sia pubblica!</title>
		<link>http://elenaostanel.wordpress.com/2011/05/06/come-votare-al-referendum-per-lacqua-che-sia-pubblica/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2011 07:36:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elenaostanel</dc:creator>
				<category><![CDATA[dibattito]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcune informazioni per il voto al referendum per l&#8217;acqua: il più brevemente possibile.  FINALITA&#8217; DEL PRIMO QUESITO: fermare la privatizzazione dell’acqua Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici &#8230; <a href="http://elenaostanel.wordpress.com/2011/05/06/come-votare-al-referendum-per-lacqua-che-sia-pubblica/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=610&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Alcune informazioni per il voto al referendum per l&#8217;acqua: il più brevemente possibile.</p>
<div style="text-align:justify;"> <strong>FINALITA&#8217; DEL PRIMO QUESITO: fermare la privatizzazione dell’acqua</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis (dodici commi) della Legge n. 133/2008 , relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici di rilevanza economica.</em></p>
<p><span style="font-size:xx-small;">&#8220;Volete voi che sia abrogato l&#8217;art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 &#8220;Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria&#8221; convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall&#8217;art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante &#8220;Disposizioni per lo sviluppo e l&#8217;internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia&#8221; e dall&#8217;art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante &#8220;Disposizioni urgenti per l&#8217;attuazione di obblighi comunitari e per l&#8217;esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea&#8221; convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?»</span></p>
<p>È l’ultima normativa approvata dal Governo Berlusconi. Stabilisce come modalità ordinarie di gestione del servizio idrico l’affidamento a soggetti privati attraverso gara o l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.</p>
<p>Con questa norma, si vogliono mettere definitivamente sul mercato le gestioni dei 64 ATO &#8211; Ambito Territoriale Ottimale &#8211; (su 92) che o non hanno ancora proceduto ad affidamento, o hanno affidato la gestione del servizio idrico a società a totale capitale pubblico. Queste ultime infatti cesseranno improrogabilmente entro il dicembre 2011, o potranno continuare alla sola condizione di trasformarsi in società miste, con capitale privato al 40%. La norma inoltre disciplina le società miste collocate in Borsa, le quali, per poter mantenere l’affidamento del servizio, dovranno diminuire la quota di capitale pubblico al 40% entro giugno 2013 e al 30% entro il dicembre 2015.Abrogare questa norma significa <span style="text-decoration:underline;">contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e la</span> <span style="text-decoration:underline;">definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese</span>.<br />
<strong>FINALITA&#8217; DEL SECONDO QUESITO: </strong><strong>fuori i profitti dall&#8217;acqua</strong></p>
<p><em>Si propone l’abrogazione dell’’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico è determinata tenendo conto dell’ “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.</em></p>
<p><span style="font-size:xx-small;">«Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 <em>“Norme in materia ambientale”</em>, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?»</span></p>
<p>Poche parole, ma di grande rilevanza simbolica e di immediata concretezza. Perché  la parte di normativa che si chiede di abrogare è quella che <span style="text-decoration:underline;">consente al gestore di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a qualsiasi logica di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio.</span></p>
<p align="justify">Abrogando questa parte dell’articolo sulla norma tariffaria, si elimina il “cavallo di Troia” che ha aperto la strada ai privati nella gestione dei servizi idrici: <span style="text-decoration:underline;">si impedisce di fare profitti sull&#8217;acqua</span>.</p>
</div>
<div>
<div style="text-align:justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=RJpsLtse_Pw&amp;feature=player_embedded" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=RJpsLtse_Pw&amp;feature=player_embedded</a></div>
<div style="text-align:justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=0i1k1EqvcEQ&amp;NR=1" target="_blank">http://www.youtube.com/watch?v=0i1k1EqvcEQ&amp;NR=1</a></div>
<div style="text-align:justify;"><a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/" target="_blank">http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/</a></div>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/elenaostanel.wordpress.com/610/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/elenaostanel.wordpress.com/610/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/elenaostanel.wordpress.com/610/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/elenaostanel.wordpress.com/610/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/elenaostanel.wordpress.com/610/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/elenaostanel.wordpress.com/610/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/elenaostanel.wordpress.com/610/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/elenaostanel.wordpress.com/610/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/elenaostanel.wordpress.com/610/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/elenaostanel.wordpress.com/610/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/elenaostanel.wordpress.com/610/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/elenaostanel.wordpress.com/610/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/elenaostanel.wordpress.com/610/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/elenaostanel.wordpress.com/610/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=610&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Quando la fortezza non serve più</title>
		<link>http://elenaostanel.wordpress.com/2011/04/12/quando-la-fortezza-non-serve-piu/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 21:19:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elenaostanel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Per rispondere in modo assennato all’ondata di emigrazione di queste settimane e di questi giorni dalla Tunisia verso l’Europa e l’Italia in primo luogo, occorre chiedersi che cosa è successo davvero sulla sponda sud del Mediterraneo. Le rivolte che hanno &#8230; <a href="http://elenaostanel.wordpress.com/2011/04/12/quando-la-fortezza-non-serve-piu/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=606&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Per rispondere in modo assennato all’ondata di <strong>emigrazione di queste settimane e di questi giorni dalla Tunisia verso l’Europa e l’Italia</strong> in primo luogo, occorre chiedersi che cosa è successo davvero sulla sponda sud del Mediterraneo. Le rivolte che hanno portato alla caduta dei governi in Tunisia e Egitto, e alla sostanziale delegittimazione di quelli libico e siriano, cui si aggiunge quello dello Yemen, derivano innanzitutto dall’<strong>apparire sulla scena di questi paesi di una generazione di giovani </strong>che – come sottolineato da molti commentatori – sono determinati a vivere un futuro diverso da quello che si credeva essere già stato scritto. I flussi di informazione e di conoscenza sono alla base di questo ribellarsi: l<strong>e nuove generazioni non sono più disposte a sottostare a un potere che si regge sull’autoritarismo, la violenza, il clientelismo</strong>. Le nuove tecnologie di comunicazione hanno contribuito a precarizzare le “regole di regime” e hanno permesso ai giovani di esprimere e allo stesso tempo costruire il cambiamento Le donne sono diventate protagoniste della rivoluzione dei gelsomini come a Tahrir Square, e non ci stanno più a restare in secondo piano, anche se c’è chi continua a provare a ricacciarle indietro. Bastano questi due elementi per suggerire la portata di quello che è cambiato e che sta cambiando. Con la loro gestione patrimoniale dello Stato, i regimi che hanno governato fino a ieri hanno soffocato il potenziale che esiste in questi paesi. Invece è bene tener presente che dal Marocco alla Siria si tratta di un mercato potenziale di 200 milioni di persone che da anni attende una diversa ripartizione delle risorse per diventare un mercato reale. <strong>Una volta avviata, la costruzione di una società più democratica e dunque più equa trasformerà l’emigrazione da sola alternativa per la sopravvivenza propria e di quella di chi ci si lascia alle spalle, a una tra le scelte possibili. </strong>La storia dell’”idraulico polacco” dovrebbe aver insegnato qualcosa sulla relazione tra democrazia, emigrazione e sviluppo. Egitto, Tunisia, Algeria sono addirittura destinati a trasformarsi in paesi di immigrazione, così come già oggi il Marocco è paese di immigrazione per mauritani, senegalesi, maliani.</p>
<p style="text-align:justify;">Il paradigma “più sviluppo per meno migrazione” non ha funzionato, ma non è stato applicato nemmeno quello della “migliore migrazione per più sviluppo” su cui l’Unione Europea ha puntato dalla metà degli anni 2000 dopo essersi resa conto di quanto necessari sono gli immigrati per il proprio stesso sviluppo. <strong>Le politiche migratorie hanno continuato e continuano ad essere centrate sulla visione dell’Europa come fortezza assediata dai clandestini,</strong> dai quali è necessario difendersi per motivi di sicurezza e di ordine pubblico, con il risultato che l’industria dell’immigrazione irregolare è sempre più florida e che molti immigrati regolari sono costretti a passare nell’area dell’irregolarità, facendo crescere il lavoro nero, informale o illegale. Con un’impostazione di questo tipo, le misure che si prendono non possono che essere orientate a bloccare gli arrivi. E così è stato, soprattutto nei paesi del Mediterraneo, Grecia, Italia e Spagna, dove si è investito esclusivamente per rafforzare i controlli e assicurarsi la collaborazione dei paesi della sponda sud nella lotta all’immigrazione clandestina. I<strong>l budget di Frontex, l’agenzia europea per la gestione, meglio sarebbe dire la lotta all’immigrazione, è passato dai 6 milioni di euro del 2005 a quasi 90 milioni nel 2009</strong> la gran parte dei quali impegnati per le operazioni di pattugliamento congiunto del Mediterraneo. Siglando accordi con i regimi oggi al capolinea, si sono barattati aiuti economici in cambio dell’impegno a trattenere i migranti  fuori dall’Europa e a riprendersi quelli che riuscivano a partire. <strong>I migranti hanno cominciato presto ad essere utilizzati come strumento di diplomazia parallela</strong>, per obiettivi politici che nulla hanno a che vedere con loro, uno su tutti il caso della Libia che nel 2004, in cambio di questo ruolo di baluardo contro i flussi migratori verso l’Europa ha ottenuto la fine dell’embargo sulle armi. Poco importa se tutto ciò avveniva a discapito della tutela dei diritti umani dei migranti &#8211; come è stato ampiamente documentato – o delle stesse popolazioni dei paesi nordafricani, come poi si è verificato.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Ora in quel “muro” faticosamente eretto dall’Europa nel Mediterraneo si è aperta una falla.</strong> Coloro che arrivano sulle coste dell’UE non sono profughi ma quei migranti privi dello status richiesto per l&#8217;ingresso che si volevano tenere fuori. I numeri non sono epocali, ma non si sa come, e non si vuole, gestire la situazione perchè ogni forma d’accoglienza &#8211; doverosa in paesi sviluppati, civili e democratici come si vogliono quelli europei- comporta un radicale ripensamento delle politiche migratorie, una rimessa in discussione dell’ossessione securitaria, una tacita ammissione che il mito dell’”immigrazione zero” non è perseguibile. Ci troviamo quindi in una situazione di stallo nella quale il “non intervento” sul fronte arrivi si contrappone ad una frenetica attività diplomatica per cercare di a ristabilire i vecchi accordi con i nuovi interlocutori. I governi provvisori nella sponda sud del Mediterraneo devono però rendere conto ai movimenti democratici che hanno portato alla loro formazione, e<strong> non è pensabile che il ruolo di sentinelle anti-migrazioni possa essere riproposto, né che l’Europa possa riproporlo, con il rischio di sospingere a un ritorno al passato i governi nati dalla domanda di democrazia che si è espressa in questi mesi e settimane.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Nel contempo, i governi locali sono comunque chiamati a attivarsi per far fronte alla presenza degli immigrati e rispondere alla loro <strong>“domanda di città”</strong>, cioè avere una casa, poter accedere ai servizi fondamentali, disporre di spazi dove incontrarsi, giocare, pregare. Una domanda di città che il più delle volte non coincide con quella della popolazione locale e che dunque richiede risposte che non possono essere univoche. Che lo vogliano o meno, i governi locali sono attori centrali nella gestione degli effetti della globalizzazione sui territori locali, il loro sviluppo e le loro popolazioni. <strong>Di fatto sono i governi locali ad essere chiamati a rispondere all’emergenza immigrazione di questi giorni</strong>; a loro viene chiesto il via libera per la costruzione di campi di accoglienza mentre il governo nazionale si occupa di stilare accordi di respingimento con i paesi di provenienza. Lampedusa è un esempio clamoroso, ma non è certamente l’unico, basta ricordare Ceuta, Algeciras, Crotone, Samos o Rodi. <strong>Ma è anche la popolazione locale che deve attrezzarsi a gestire la diversità</strong>, a normalizzarla invece che farne un problema, gettando le basi per una società e delle città interculturali. Anche in questo caso, la risposta degli abitanti di Lampedusa a un’emergenza, che con ogni probabilità poteva non diventare tale, è andata ben al di là di quello che ci si poteva attendere.</p>
<p style="text-align:justify;">Non ci si può rallegrare del nuovo vento di democrazia che spira sulle coste del Mediterraneo e allo stesso tempo respingere chi, finalmente liberatosi da decenni di ruberie e oppressione di stato si sente finalmente legittimato a cercare anche per se stesso una vita migliore, un po’ più di benessere, quanto meno la speranza di ottenerlo. L’Europa, e con essa l’Italia non può che muoversi sulla linea di una serie di misure di breve periodo di carattere umanitario per accogliere dignitosamente l’immigrazione di oggi, e una politica di sostegno aperto al processo di democratizzazione che si è appena avviato, con la consapevolezza che si tratterà di un processo non breve, irto di contraddizioni e arretramenti cui però occorrerà opporsi con decisione. <strong>Perché ciò che oggi è locale è allo stesso modo fortemente connesso con altri “locali” nel mondo. Perché quello che si farà qui determinerà fondamentale quello che accadrà lì.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align:justify;">Cattedra Unesco SSIIM-Università IUAV di Venezia</p>
<p style="text-align:justify;">http://www.unescochair-iuav.it/</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Retaggi di apartheid</title>
		<link>http://elenaostanel.wordpress.com/2011/03/13/retaggi-di-apartheid/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Mar 2011 17:19:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elenaostanel</dc:creator>
				<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[partecipazione]]></category>
		<category><![CDATA[spazio pubblico]]></category>

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		<description><![CDATA[Sì, lo so che questo Blog va rinnovato. Ormai di anni ne ho 28. Però ho la febbre e non ho voglia. Vi lascio con questo pezzo, che ho scritto mentre ero a Johannesburg qualche anno fa.  Poi Peacereporter ne &#8230; <a href="http://elenaostanel.wordpress.com/2011/03/13/retaggi-di-apartheid/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=602&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, lo so che questo Blog va rinnovato. Ormai di anni ne ho 28.</p>
<p>Però ho la febbre e non ho voglia.</p>
<p>Vi lascio con questo pezzo, che ho scritto mentre ero a Johannesburg qualche anno fa.  Poi Peacereporter ne ha pubblicata una versione più completa nella sua rivista. Trovo spesso grandi parallelismi tra questa società e pezzi di mondo che vivo.</p>
<p><strong>Quando lo spazio pubblico si decostruisce, quello privato diventa quotidiano.</strong></p>
<p><em>Se chiudo gli occhi, queste le parole per descrivere Johannesburg.</em></p>
<p>La piazza diventa un centro commerciale con qualche spazio aperto: è qui che le persone si ritrovano, fra una vetrina e l’altra, seduti ad un caffè. La casa diventa una proprietà enorme (per chi può accedervi) rigorosamente recintata (se non dentro una gated community) con tutti i confort utili per trascorrere la maggior parte della propria vita, se non si è al lavoro. La macchina diventa l’unico mezzo di locomozione, assolutamente privato. Di notte diventa regola non fermarsi al semaforo, se rosso.</p>
<p>Queste le parole per descrivere una Johannesburg. “Una” perché di Johannesburg ce ne sono diverse, una dentro l’altra, ma separate: retaggi di apartheid.</p>
<p>Il fine settimana i migranti che vivono a Johannesburg non lavorano, o lavorano meno. La popolazione migrante è stimata essere il 6.7% secondo l’ultimo censimento del 2001. Se nel 2007 il numero di migranti che accedono al Sud Africa sono 138.837, nel 2008 diventano 152.447. I migranti che provengono dall’Africa crescono del 5.6% nello stesso periodo.</p>
<p>Il Sud Africa è l’Europa, l’America, del continente africano. La migrazione non forzata ha per lo più motivazioni economiche, alla ricerca di condizioni di vita migliori. La parte restante fugge da conflitti, persecuzioni politiche, rese di conti.</p>
<p>I migranti il fine settimana lavorano meno, o non lavorano. E i quartieri che li ospitano, come Rosetenville, Troyeville, Yoeville, vibrano alla luce del sole. A sinistra di un Mc Donald, a Rosetenville, i giovani Mozambicani si ritrovano e discutono di quello che accade nel Paese natale e di come è andata la settimana a Johburg. “Maputo è molto più sicura di Johannesburg, puoi ancora passeggiare per le strade”…. “la polizia mi ha fermato venerdì e senza chiedermi i documenti mi ha portato alla centrale…solo dopo aver pagato 200 Rand sono uscito. Lo stesso per gli altri sette che erano con me….solo due di noi erano illegali”.</p>
<p>Lo stesso si fa al Mafalala in Town, un pub gestito da mozambicani che è diventato un luogo di ritrovo: cibo tipico, fiumi di birra, un tavolo da biliardo “Questo governo sta cercando di fare qualcosa per noi migranti…con la fine dell’apartheid ha dato a molti di noi la possibilità di diventare cittadini con un’amnistia…ma oggi…dopo la “xenophobia” e diverso. Non mi sento Sud Africano anche se vivo qui dal 1987. Non posso sentirmi parte di una società che non ama la mia presenza…pensano che stiamo rubando il lavoro ai Sud Africani, ma facciamo i lavori che loro non vogliono più fare….e per sopravvivere diventiamo creativi…loro invece sono immobili. Ci odiano…ma credo che la motivazione stia nella storia di questo Paese, non ancora pacificato”.</p>
<p>A Yoeville il mercato è colorato, come negli altri giorni della settimana. Gli “street sellers” hanno da qualche anno uno spazio a pagamento dentro un mercato attrezzato, semi chiuso, perché “sulla strada disturbano il passaggio”. “Io vivo a Maputo, ma ogni settimana sono qui in città, da Lunedì a Venerdì. Poi prendo il bus e vado in Mozambico per comprare queste cose che vendo…olio di palma ad esempio…che qui a Johannesburg non puoi trovare. Ogni mese faccio mettere il tmbro nella mia Visa così è valida e sono legale. Faccio questa vita da quanto mio marito è morto di cancro…lavorava nelle miniere…e vivevamo insieme a Soweto. Se sono felice di questa vita? Sopravvivo. E sono felice perché non vivo a Johannesburg”.</p>
<p>A Rosebank parcheggi l’auto in un parcheggio privato ed entri in un lucido parco dei divertimenti, con cinema, bar, ristoranti, negozi, e un po’ di pavé su cui passeggiare. A Rosebank puoi sentirti sicuro anche se fa buio. Anche la tua macchina è controllata a vista. Se cala il sole e non sei in una di queste isole felici, create ad hoc, è meglio raggiungere casa e chiudere due cancelli dietro di te, oltre alla porta. “Questo è il posto che amo di più qui a Johannesburg…è così tranquillo qui e mi sento sicura”… “questo posto è così “mixed”…vedi…ci sono persone che provengono da ogni dove…non è facile per me, che sono Sud Africana, dire da dove vengo…mio nonno era lituano…credo…nessuno di noi qui ha radici certe…ognuno ha storie diverse e non è così facile dire “I’m pure South African”.</p>
<p>La migrazione di oggi è molto diversa da quella di qualche decennio fa: il duro lavoro nelle miniere, prettamente maschile, era regolato da accordi Statali, fra il paese ricevente e emittente la forza lavoro. Oggi la migrazione diventa un viaggio alla ricerca di una vita migliore, di un salario, di un mezzo per risparmiare qualche soldo e reinvestire nel Paese natale. La migrazione è un po’ più donna e molto più deregolarizzata. La migrazione è per la maggiore “undocumented” e “unsafe”.</p>
<p>Anche che entra con una Visa regolare, regolarmente rimane nel Paese per un periodo più lungo di quanto concesso. In una situazione simile, accedere al diritto alla città di Lefebvre diventa, nella pratica, quasi impossibile. Ancora di più in una Johannesburg che prova ad essere post-apartheid. Ancora di più dopo le violenze (i migranti la chiamano “xenophobia”) dell’anno appena passato.</p>
<p>“Se mi sento sicura? No, per nulla. Come vedi cerco in ogni modo di sembrare sud africana…come mi vesto, i capelli…non parlo mai la mia lingua nei mezzi pubblici. La polizia è solo corrotta&#8230;il mio ex marito mi ha quasi ammazzata perché la polizia ha accettato i suoi sporchi soldi ed è uscito di prigione…vedi questo taglio sulla fronte? Me l’ha fatto con un coltello, appena uscito di prigione…”…“l’anno scorso un mio amico mozambicano è stato ucciso durante le violenze”.</p>
<p>La notte cala, qui a Johannesburg. Io chiudo: il garage, il primo cancello, il secondo, e la porta.</p>
<p>Rosebank inizia a svuotarsi in questo momento, alle 11. Le macchine escono in fila da parcheggio. Le luci si spengono a mezzanotte.</p>
<p>Il Mafalala chiude verso le due di notte, credo ci sia ancora qualcuno lì, davanti ad una birra.</p>
<p>Il ritrovo alla sinistra del Mc Donald si è sparso da qualche ora, appena prima del buio, invisibile, nella città&#8221;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/elenaostanel.wordpress.com/602/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/elenaostanel.wordpress.com/602/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/elenaostanel.wordpress.com/602/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/elenaostanel.wordpress.com/602/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/elenaostanel.wordpress.com/602/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/elenaostanel.wordpress.com/602/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/elenaostanel.wordpress.com/602/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/elenaostanel.wordpress.com/602/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/elenaostanel.wordpress.com/602/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/elenaostanel.wordpress.com/602/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/elenaostanel.wordpress.com/602/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/elenaostanel.wordpress.com/602/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/elenaostanel.wordpress.com/602/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/elenaostanel.wordpress.com/602/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=602&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Scacco nero o scacco bianco?</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Jan 2011 09:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elenaostanel</dc:creator>
				<category><![CDATA[dibattito]]></category>

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		<description><![CDATA[Che rabbia quella pubblicità. Che rabbia vedere chi c&#8217;è dietro ai promotori dello spot. Usano la  retorica della &#8220;vera partecipazione&#8221;: ci dicono che attraverso questo blog sarà possibile farci un&#8217;opinione vera, informata. E poi tendono scivolosamente allo scacco bianco, pro-nucleare. &#8230; <a href="http://elenaostanel.wordpress.com/2011/01/12/scacco-nero-o-scacco-bianco/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=596&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che rabbia quella pubblicità. Che rabbia vedere chi c&#8217;è dietro ai promotori dello spot.</p>
<p>Usano la  retorica della &#8220;vera partecipazione&#8221;: ci dicono che attraverso questo blog sarà possibile farci un&#8217;opinione vera, informata. E poi tendono scivolosamente allo scacco bianco, pro-nucleare.</p>
<p>Ecco qui, per controinformazione, cosa dice Greenpeace.</p>
<p><a href="http://www.greenpeace.it/update/2011/gennaio/nucleare.html">http://www.greenpeace.it/update/2011/gennaio/nucleare.html</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/elenaostanel.wordpress.com/596/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/elenaostanel.wordpress.com/596/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/elenaostanel.wordpress.com/596/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/elenaostanel.wordpress.com/596/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/elenaostanel.wordpress.com/596/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/elenaostanel.wordpress.com/596/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/elenaostanel.wordpress.com/596/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/elenaostanel.wordpress.com/596/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/elenaostanel.wordpress.com/596/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/elenaostanel.wordpress.com/596/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/elenaostanel.wordpress.com/596/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/elenaostanel.wordpress.com/596/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/elenaostanel.wordpress.com/596/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/elenaostanel.wordpress.com/596/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=596&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Come vogliamo usare le aree militari dismesse?</title>
		<link>http://elenaostanel.wordpress.com/2010/10/20/come-vogliamo-usare-le-aree-militari-dismesse/</link>
		<comments>http://elenaostanel.wordpress.com/2010/10/20/come-vogliamo-usare-le-aree-militari-dismesse/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 20 Oct 2010 10:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elenaostanel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[La valorizzazione del patrimonio urbano avviene anche attraverso il riuso e la riconversione degli spazi inutilizzati, la salvaguardia del territorio avviene arrestando le occupazioni di nuovo suolo quando sono evitabili, siano esse in città o in campagna, e la riconversione &#8230; <a href="http://elenaostanel.wordpress.com/2010/10/20/come-vogliamo-usare-le-aree-militari-dismesse/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=587&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">La <strong>valorizzazione del patrimonio urbano</strong> avviene anche attraverso il riuso e la riconversione degli spazi inutilizzati, la salvaguardia del territorio avviene arrestando le occupazioni di nuovo suolo quando sono evitabili, siano esse in città o in campagna, e la riconversione permette di ridefinire l’uso di spazi sprecati secondo le esigenze più contingenti.</p>
<p style="text-align:justify;">La <strong>riconversione delle aree militari</strong> ha una funzione simbolica, quella di parlare alla cittadinanza di temi quali la “pace e la risoluzione non violenta dei conflitti”, e una pratica, quella della possibilità di riutilizzare quegli spazi per finalità pubbliche e legate alla vita civile e sociale della città.</p>
<p style="text-align:justify;">A Padova sono presenti due aree che sono state oggetto di dismissione da parte del Ministero della Difesa all’Agenzia del demanio (Allegato al Decreto 25, 07, 2007): “Ex fabbricato alloggi Batteria contraerea Brentelle e Caserma Prandina (aliquota)”.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Possiamo quindi agire perchè queste aree vengano utilizzate come vogliamo!</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Invito tutti a partecipare a questa iniziativa, importante perchè organizzata dalle associazioni che in città di occupano dei temi della Pace e della Cooperazione Internazionale. <strong>Sabato 23 Ottobre alle ore 9 in Sala Nassiriya, Piazza Capitaniato.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><a href="http://elenaostanel.files.wordpress.com/2010/10/la-cittadefinitivo2.pdf">Scarica qui il programma</a><br />
</strong></p>
<p><strong>Sarà curioso vedere cosa si muove in città. </strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/elenaostanel.wordpress.com/587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/elenaostanel.wordpress.com/587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/elenaostanel.wordpress.com/587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/elenaostanel.wordpress.com/587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/elenaostanel.wordpress.com/587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/elenaostanel.wordpress.com/587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/elenaostanel.wordpress.com/587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/elenaostanel.wordpress.com/587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/elenaostanel.wordpress.com/587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/elenaostanel.wordpress.com/587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/elenaostanel.wordpress.com/587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/elenaostanel.wordpress.com/587/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/elenaostanel.wordpress.com/587/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/elenaostanel.wordpress.com/587/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=587&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Disarmo Nucleare: battaglia glocale</title>
		<link>http://elenaostanel.wordpress.com/2010/10/05/disarmo-nucleare-battaglia-glocale/</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 16:10:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elenaostanel</dc:creator>
				<category><![CDATA[dibattito]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tema del disarmo nucleare è oggi di estrema attualità. Prima di tutto il nucleare è ancora purtroppo uno strumento in grado di governare e incidere sulle relazioni internazionali. Il 6 agosto di 65 anni fa il B-29 americano &#8216;Anola &#8230; <a href="http://elenaostanel.wordpress.com/2010/10/05/disarmo-nucleare-battaglia-glocale/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=577&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Il tema del disarmo nucleare è oggi di estrema attualità. Prima di tutto il nucleare è ancora purtroppo uno strumento in grado di governare e incidere sulle relazioni internazionali.</p>
<p style="text-align:justify;">Il 6 agosto di 65 anni fa il B-29 americano &#8216;Anola Gay&#8217; sganciò sulla città giapponese una bomba H radendola letteralmente al suolo e uccidendo in pochi secondi 140mila persone, più altre centinaia negli anni successivi. Quest&#8217;anno, nel 2010, alla tradizionale cerimonia al Memoriale della Pace di Hiroshima, ha partecipato per la prima volta un rappresentante del governo americano: l&#8217;ambasciatore Usa a Tokyo, John Roos. Per la prima volta, presente anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki moon, che ha auspicato &#8220;un mondo libero dalle armi di distruzione di massa&#8221;. Il sindaco di Hiroshima, Tadatoshi Akiba, ha dichiarato che il Giappone dovrebbe &#8220;abbandonare l&#8217;ombrello atomico statunitense e guidare il movimento internazionale per il disarmo&#8221;. &#8220;Condivido fermamente le speranze per il disarmo nucleare &#8211; gli ha risposto dal palco il premier nipponico, Naoto Kan &#8211; ma la realtà è che gli ordigni atomici e altre armi di distruzione di massa si stanno sempre più diffondendo: credo quindi che il deterrente nucleare continui a essere necessario per la nostra nazione&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Citazioni che sembrano ancora tenere lontana l’era in cui potremmo dirci tutti liberi dalla armi nucleari. Se alcuni passi si stanno muovendo, il disarmo nucleare rimane un argomento complesso, che è stato e continua ancora ad essere uno strumento di negoziazione politica, di governo delle relazioni internazionali e anche di guerra. Ricordiamo che nel 2009 l’Azione Cittadini per il Disarmo Nucleare ha ipotizzato la presenza di circa 75 tonnellate di materiale radioattivo sul suolo palestinese, in seguito all’operazione Piombo Fuso.</p>
<p style="text-align:justify;">Ricordiamo gli “hibakusha&#8221; che, con la loro testimonianza diretta, hanno raccontato al mondo l&#8217;orrore dell&#8217;olocausto atomico e oggi sono purtroppo quasi tutti scomparsi. Potete leggere la testimonianza di una di loro, sul sito di Peacereporter che, come tanti altri, tratta e parla del tema del disarmo nucleare.</p>
<p style="text-align:justify;">Nonostante la drammatica riduzione (ed eliminazione) delle armi nucleari attuata dopo la fine della guerra fredda, il disarmo nucleare è in stallo da parecchio tempo. Nonostante si parli di disarmo nucleare, nel mondo oggi ci sono circa 8.400 testate nucleari operative, di cui quasi 2.000 in grado di essere lanciate in un paio di minuti. Contando anche le testate di ricambio, quelle stoccate e quelle che dovrebbero essere smantellate, ci sono 23.300 armi nucleari negli arsenali di otto stati: USA, Russia, Cina, Regno Unito, Francia, India, Pakistan e Israele.</p>
<p style="text-align:justify;">Alcune armi tattiche sono collocate nel territorio di altri paesi, come i B-61 americani presenti nelle basi aeree di cinque paesi europei membri della Nato: Belgio (20 bombe a Kleine Brogel), Germania (20 bombe a Büchel), Italia (50 bombe ad Aviano e 40 a Ghedi), Olanda (20 bombe a Volkel) e Turchia (90 bombe ad Incirlik). Belgio, Germania e Olanda hanno già chiesto la rimozione.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando si parla di disarmo nucleare non si intende solo la riduzione del numero delle testate nucleari attive, ma anche il ridimensionamento del ruolo (militare e politico) che viene assegnato alle armi nucleari. Se i paesi nucleari mostrano di considerare le armi nucleari “utili” dal punto di vista militare, o per accrescere la propria proiezione politica a livello regionale e globale, o per condizionare i paesi non nucleari, è evidente che i paesi non nucleari saranno, chi più, chi meno, interessati ad acquisire anche loro questi “utili” strumenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel 2008 la spesa militare mondiale è stata di 1464 miliardi di dollari, circa la metà a carico dei soli USA. Secondo le stime della Banca Mondiale, un investimento annuale del solo 4% circa delle attuali spese militari globali, più o meno quanto spendono i soli USA in armi nucleari annualmente, permetterebbe all’umanità di raggiungere gli obiettivi del Millennio.</p>
<p style="text-align:justify;">Non esiste un’energia nucleare pacifica, fino a quando ci saranno potenze nucleari ci sarà l’ambizione di tanti Stati ad entrare nel “club dei potenti” e fino a quando ci saranno impianti nucleari, ci sarà la possibilità di produrre combustibile per nuove armi atomiche, per una bomba si impiegano 5 Kg di Plutonio, una centrale nucleare di 1000 MW ne produce 250 kg annui.</p>
<p style="text-align:justify;">D’altra parte, l’agenzia internazionale dell&#8217;energia, AIE, poco sospetta di connivenza anti-nucleare, stima che il contributo dell&#8217;energia atomica alla riduzione delle emissioni di CO2 non potrebbe superare i 6% contro il 54% per le economie di energia ed il 21% per le energie rinnovabili.</p>
<p style="text-align:justify;">Il disarmo nucleare ha un ambito di riferimento del tutto locale. Ricordiamo infatti il 22 maggio 2008 quando un ministro dell’attuale governo ha annunciato, davanti all’assemblea della Confindustria, che il Governo italiano prevede la costruzione “di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione” capaci di “produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell’ambiente”, la cui “prima pietra” dovrebbe essere posta entro il 2013.</p>
<p style="text-align:justify;">Sappiamo che l’aumento dei gas serra è principalmente dovuto all’aumento delle emissioni di CO2 e che l’incremento delle emissioni di CO2 è dovuto all’aumento dell’utilizzo dei combustibili fossili. Già nel 1995 IPCC (International Panel on Climat Change) ha individuato nell’attività umana il primo grande colpevole dell’aumento dei gas serra.</p>
<p style="text-align:justify;">È chiaro come, investire sull’energia nucleare, sia un errore, testimoniato dall’esistenza di dati che raccontano come la via delle energie rinnovabili sia quella da scegliere. Per questo il disarmo è una battaglia glocale.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/elenaostanel.wordpress.com/577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/elenaostanel.wordpress.com/577/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/elenaostanel.wordpress.com/577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/elenaostanel.wordpress.com/577/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/elenaostanel.wordpress.com/577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/elenaostanel.wordpress.com/577/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/elenaostanel.wordpress.com/577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/elenaostanel.wordpress.com/577/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/elenaostanel.wordpress.com/577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/elenaostanel.wordpress.com/577/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/elenaostanel.wordpress.com/577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/elenaostanel.wordpress.com/577/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/elenaostanel.wordpress.com/577/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/elenaostanel.wordpress.com/577/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=577&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ancora Acqua e altro ancora</title>
		<link>http://elenaostanel.wordpress.com/2010/04/18/ancora-acqua-e-altro-ancora/</link>
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		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 15:26:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elenaostanel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
		<category><![CDATA[socialità]]></category>
		<category><![CDATA[spazio pubblico]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua la battaglia per l&#8217;acqua pubblica. In questi mesi la mi attività &#8220;politica&#8221; è stata riempita dalle riunioni del Comitato Acqua Bene Comune di Padova, che con tanta forza sta portando avanti un lavoro ben fatto a cui tutti dobbiamo &#8230; <a href="http://elenaostanel.wordpress.com/2010/04/18/ancora-acqua-e-altro-ancora/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=565&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Continua la battaglia per l&#8217;<strong>acqua pubblica</strong>. In questi mesi la mi attività &#8220;politica&#8221; è stata riempita dalle riunioni del Comitato Acqua Bene Comune di Padova, che con tanta forza sta portando avanti un lavoro ben fatto a cui tutti dobbiamo contribuire: quello dell&#8217;oposizione alla <strong>legge Ronchi</strong>. Ho parlato a diversi incontri pubblici, soprattutto in provincia: sale piene e gente interessata. Questa battaglia la dobbiamo vincere.</p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;accesso all&#8217;acqua non è una battaglia solo locale, oggi urgente, ma anche globale. Per questo <a href="http://elenaostanel.files.wordpress.com/2010/04/comunicato_5-maggio_acqua-pubblica.doc" target="_blank">i<strong>l 5 Maggio, in Sala Paladin, a Palazzo Moroni l&#8217;Assessorato alla Cooperazione Internazionale</strong></a> organizza una serata di dibattito, resa possibile dall&#8217;impegno delle associazioni che a Padova lavorano nella cooperazione internazionale. Associazioni che, guidate in un tavolo di discussione, stanno lavorando assieme perchè a Padova si sviluppi una cultura della cooperazione. Anche questo era un impegno che mi ero presa, e mi piace portarlo avanti, giorno per giorno. Il prossimo passo, quello dell&#8217;adesione ad una mozione sul riuso delle <strong>aree militari in città</strong>, luoghi oggi vuoti e che devono essere ridati alla colletività.</p>
<p style="text-align:justify;">Per maggiori informazioni sull&#8217;inizio della raccolta firme per il referendum <a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/" target="_blank">clicca qui </a></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Per partecipare al Comitato di Padova, ci troviamo ogni martedì alle ore 21 presso la sede di Altragricoltura, Ex Foro Boario. Serve il vostro aiuto.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Buona settimana a tutti.</p>
<p style="text-align:justify;">
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/elenaostanel.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/elenaostanel.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/elenaostanel.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/elenaostanel.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/elenaostanel.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/elenaostanel.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/elenaostanel.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/elenaostanel.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/elenaostanel.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/elenaostanel.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/elenaostanel.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/elenaostanel.wordpress.com/565/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/elenaostanel.wordpress.com/565/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/elenaostanel.wordpress.com/565/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=565&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;acqua è vita, la tua la venderesti?</title>
		<link>http://elenaostanel.wordpress.com/2010/03/13/lacqua-e-vita-la-tua-la-venderesti/</link>
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		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 12:06:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>elenaostanel</dc:creator>
				<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>

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		<description><![CDATA[Venite numerosi all&#8217;incontro di: LUNEDI’ 15 MARZO ORE 20,45 FORNACE CAROTTA VIA SIRACUSA PADOVA fotografie di Silvia Giaretta, Maurizio Pavan e Antonio Zanonato testi di Gianni Ballestrin letture a cura degli Artisti Anonimi Padovani intervengono: Gianni Tamino “legge Ronchi ed &#8230; <a href="http://elenaostanel.wordpress.com/2010/03/13/lacqua-e-vita-la-tua-la-venderesti/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=560&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venite numerosi all&#8217;incontro di:</p>
<p><strong>LUNEDI’ 15 MARZO ORE 20,45</strong></p>
<p><strong>FORNACE CAROTTA VIA SIRACUSA PADOVA</strong></p>
<p>fotografie di Silvia Giaretta, Maurizio Pavan e Antonio Zanonato</p>
<p>testi di Gianni Ballestrin</p>
<p>letture a cura degli Artisti Anonimi Padovani</p>
<p>intervengono: Gianni Tamino “legge Ronchi ed effetti sul piano tariffario e della qualità dei servizi”</p>
<p>e Maurizio Pioletti Confronto tariffe pubblico/privato</p>
<p>Modera il dibattito: Luciano Mioni</p>
<p>La serata èuno dei risultati di due mesi di lavoro del <strong>Comitato Padovano Acqua Pubblica.</strong> A presto, su questo blog, per leggee gli sviluppi di questa importante battaglia.</p>
<p>Per maggiori info <a href="http://www.acquabenecomune.org/" target="_blank">http://www.acquabenecomune.org/</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/elenaostanel.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/elenaostanel.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/elenaostanel.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/elenaostanel.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/elenaostanel.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/elenaostanel.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/elenaostanel.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/elenaostanel.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/elenaostanel.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/elenaostanel.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/elenaostanel.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/elenaostanel.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/elenaostanel.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/elenaostanel.wordpress.com/560/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=elenaostanel.wordpress.com&amp;blog=7295254&amp;post=560&amp;subd=elenaostanel&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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